Malefica non scrive da tanto. Non sa perchè, o forse sì. Forse la stanchezza, gli impegni che si accavallano, le idee che ogni tanto si confondono. O forse è vero anche che non è che sempre si ha qualcosa da dire o da condividere col mondo intero. Fatto sta che ieri ha controllato, è quasi un mese che non scrive più, e di questo si dispiace molto.
Però quando non scrive poi il suo blog le manca, le manca il suo piccolo spazio, le sembra sempre che, non fissandoli, i pensieri e gli eventi fuggano via troppo velocemente, lascino poco senso di sè.
E quindi, adesso che le acque sono più tranquille, che forse riuscirà ad avere un minimo di spazio nella sua testa, vedremo se riuscirà di nuovo a riprendere la sua in-sana abitudine, vedremo.
mercoledì 14 dicembre 2016
Come back - 2
Christmas tree
Malefica ama le stagioni, ama i ritmi, le routine, i piccoli cambiamenti imposti dal calendario. E così, ama l'inizio di primavera, ama pensare al suo mare d'estate, ama quando arriva l'autunno. E da sempre, ama il Natale.
Sarà perchè conserva ancora il suo animo infantile, e a Natale ritorna un po' bambina. O forse sarà perché da sempre in casa sua il Natale è roba seria, LA FESTA per antonomasia. Fatto sta che, già dalla metà di novembre lei comincia a gongolare al pensiero di tirar fuori dalla cantina l'albero e tutte le sue decorazioni.
E anche preparare l'albero di Natale per lei è un momento di grandissima emozione.
Da piccola in casa sua era il rito più atteso di sempre. Sua madre gironzolava per settimane per comprare nuove decorazioni. Suo padre portava l'albero (vero) in casa, montava le luci, e lei, suo fratello e sua madre, appendevano i ninnoli. La mamma, quelli più belli e fragili, in alto. Loro due quelli infrangibili, più in basso. E si vede che è genetica o tradizione, o vattelapesca sapere cosa, fatto sta che ancora adesso, ogni Natale, a centinaia di chilometri di distanza, lei, sua madre, e, sospetta, anche suo fratello, tirano fuori i ciondoli dalle cantine con lo stesso spirito giocoso.
Le decorazioni dell'albero di Malefica non cambiano mai, sono sempre le stesse. Semmai ogni anno ne aggiunge qualcuno, e ognuno di loro significa qualcosa Ci sono quelli comprati a Lecce mentre aspettava Principessa. Quelli fatti fare da cugina-sorella coi nomi delle bambine. Quelli comprati nei suoi viaggi, Parigi, Dublino, New York. Quelli regalati da amici carissimi e pazienti.
Per questo quando ogni anno le sue amiche si inventano alberi di design a tema cromatico, lei se la ride sotto i baffi e tira fuori dalle scatole pupazzetti, palline di feltro, finti dolcetti e li lascia appendere alle bambine nel modo che preferiscono. E quell'albero lì, montato in casa sin dal 29 novembre, resterà per più di un mese a far loro compagnia, e ogni volta passandoci davanti si soffermerà davanti a un ciondolo diverso a ricordarsi un pezzettino della sua vita.