sabato 19 novembre 2016

Malefica's friends

Così,  tanto per raccontare un po' di loro....che di Amichetta, M., Grande Amico, Red Passion s'è già detto.
- Globetrotter: se c'è un'amica di Malefica che sa tutto, ma proprio tutto di lei, quella è Globetrotter, che poi è l'unica che no n legge mai il suo blog perchè c'ha sempre troppo da fà. Nonostante questo, Globetrotter è l'amica che tutti dovrebbero avere. Intanto perchè è supergnocca, di quelle che quando arriva tutti la puntano, e per essere amica di una così devi avere un'ottima autostima, sennò non sopravvivi .
Poi perchè Globetrotter è un vulcano di idee, è l'organizzatrice di eventi del gruppo, quella che pensa alle vacanze di Natale quando sei ancora a Ferragosto. E così Malefica già a Ottobre era sistemata per Capodanno e Pasqua e se non stava attenta pure per Estate 2017.
-AlterEgo: è l'amica fisicamente più simile a Malefica, quella con cui ha condiviso diete e sistemi astrusi  per dimagrire. Alter Ego è tosta, tostissima, simpatica, socievole. Ma è riservatissima su sè stessa, si apre a pochi. Lei è quella che la capisce sempre su tutta la linea, perché sono simili che più simili non si può.
Solo che Alter Ego è un'elegantona e amante di trucco e parrucco, e quando Malefica invece va in libera uscita sciattissima, lei la fissa con aria di disapprovazione,  e se può tenta di porre rimedio trascinandola in bagno e truccandola come fanno le bambine.
- LaGiuli: la Giuli, contrariamente a quel che si vocifera,  non è un personaggio del blog, creato ad arte per avere qualcuno che lo commenti. Ma è una donna in gambissima, acuta, spiritosa. Occhi azzurri fantastici, e nonostante le apparenze, abbastanza irriverenti. Anche la Giuli è bella, se solo ci credesse un po ' anche lei.
- LaBarbie: ecco, Malefica  i primi anni di scuola, la trovava cordialmente antipatica. D'altra parte, non è facile per nessuna trovare simpatica una stanga taglia 42, con gambe chilometriche e capello biondo liscio,  che per giunta taccheggia  disinvolta e saluta con uno snobbissimo  accento fiorentino. E quindi Malefica  la guardava un po ' a distanza e pensava tra sè e sè: -Ammazza quanto se la tira!
 Invece, quando Malefica ha proposto l'idea del gruppo di lettura LaBarbie è stata la prima ad aderire. E Malefica ha scoperto il suo mondo, la sua testa libera, la sua schiettezza,  la sua forza d'animo, la sua sensibilità. E quindi ora la adora, anche se  continua ad avere sto maledetto vizio di non ingrassare neanche un po'.

giovedì 17 novembre 2016

Usefulness

Mercoledì 16/11. Interno dello studio di Malefica.
Quando arriva la dottoressa, cioè lei, la sala d'attesa è già piena di pazienti.
I primi sono i signori R., anziani, molto facoltosi. Lui sugli ottanta, affascinante come gli uomini  di un tempo, le fa davanti a sua moglie la solita corte discreta e affettuosa: "quanto sei bella dottoressa, non riesco a smettere di guardarti, avessi avuto trent'anni di meno ti avrei fatto una corte spietata".
Poi uno dopo l'altro, fino a sera.
La signora C. è venuta a togliere i punti, il referto è negativo, lei ha una storia fantastica, ha sposato il suo grande amore, conosciuto su una chat.
La signora B. invece è dolcissima, maestra, madre di tre figli, pazienza infinita e punturine per tirarsi un po' su. Guardano insieme le foto di un anno fa, constatano i progressi, ma lei ha sempre lo sguardo triste.
Poi arriva M. M. ha vent'anni e un mare di ricci rosso fuoco. È paziente di Malefica da quando era una bambina, otto o nove anni, non di più. È uno spettacolo, lo è sempre stata, Malefica l'ha vista crescere e mai una  volta ha notato in lei gli scazzi dell'adolescenza. È forte, decisa, posata, diretta, ottimista. Adesso però ha un'ombra negli occhi. "Dottoressa, ho un tumore alla tiroide, mi operano la settimana prossima". Malefica guarda M. che mantiene il suo sguardo sereno, poi guarda sua madre, che ha gli occhi bassi, smarriti. Parlano un po', Malefica le spiega che se proprio uno deve avere un tumore, quello della tiroide è uno dei più scemi. Sa che questa è una magra consolazione, ma in questi casi tutte le parole servono. Poi, per pura coincidenza, in sala d'attesa arriva D., venticinque  anni. Ha fatto lo stesso intervento circa 10 anni fa. Malefica le chiede il permesso, e le presenta M. Le ragazze rimangono lì a chiacchierare, a spiegarsi, a fare domande e ricevere risposte.
Lei si toglie il camice, infila il cappotto, e lentamente ritorna verso casa.

martedì 15 novembre 2016

Miseria e nobiltà

Malefica era specializzanda, avrà avuto 25 o 26 anni, quando a un congresso prese un cappuccino col professor Ackermann. Lui era un grandissimo dermatopatologo, una leggenda vivente, teneva lezioni magistrali da standing ovation. E a quel congresso prendeva il cappuccino con lei, la sfotteva un po' in maniera goliardica, assolutamente friendly.
Come capita sempre nei congressi all'estero, il clima era rilassato, disteso, gli animi disposti al confronto, alla collaborazione.
L'esperienza di Malefica in "casa" era completamente diversa. Era fatta di baroni che si accapigliavano sul nulla per avere l'ultima parola, che si screditavano a vicenda, si sparlavano quando ne avevano l'occasione.
Di professori che ti portavano ai congressi per avere il codazzo di gnocche e potersi vantare coi colleghi. Che facevano il gioco delle tre carte per piazzare i propri figli ai  posti strategici. Che ti chiedevano di chiamarli a una certa ora per comunicazioni urgentissime e poi scoprivi che erano a un aperitivo con gli amici, e ti rispondevano facendo gli splendidi.
Di mani allungate ad accarezzarti la schiena, e tu che ti irrigidivi e rimanevi zitta e immobile ostentando indifferenza.
Ma esistevano anche i Signori, quelli veri. Esisteva l' Ordinario di Cattedra, il prof C., brutto, schivo e onesto come pochi, e per questo inviso a molti. Quello che prendeva nota del giorno che iniziavi a frequentare, e di come lavoravi, e in base a quello decideva l'ordine di ingresso alla scuola di specializzazione. Quello che la fece entrare appena dopo la laurea anche se era una figlia di nessuno, perché lei si era fatta un culo così.
L'anno del concorso di Malefica fu l'ultimo anno di permanenza del prof C. Poi lui tornò in Sardegna, e arrivò il Barone da Chieti. E a lei disse bene, anzi benissimo, di essere già entrata. Perché il Barone si portò dietro tutto il suo codazzo, figli e figliastri per diverse generazioni a venire, e ostruì la strada a tutti i suoi colleghi che erano rimasti indietro. Perché è così che andavano le cose in Italia quindici anni fa, ed è così che, ahimè, purtroppo vanno ancora.

domenica 13 novembre 2016

Quant'è bella giovinezza...

...." Che si fugge tuttavia,
Chi vuol esser lieto, sia:
Di doman non c'è certezza".
Lorenzo  de' Medici, detto ( non a caso!n.d.E) Il Magnifico.

Domenica mattina, ancora a letto. Tre bambine che girano per casa più o meno silenziosamente. Potrebbe essere il momento giusto per scrivere un po'. Sono giorni che Malefica non riesce, anche se ne sente forte l' esigenza, forse perché ha così tanto da voler scrivere che non sa da che parte cominciare. Allora, tanto per rompere il ghiaccio comincia così, dicendo da da qualche giorno ha compiuto i suoi 44 anni ed è entrata nel suo 45esimo anno di vita. E nonostante i suoi dogmi, la sua ferrea convinzione che la giovinezza non sia tutto nella vita, in realtà è un periodo che sente prepotente l'avanzare degli anni, e quindi si aggrappa a tutto, ma proprio a tutto per arrestarlo. Per esempio, va in giro in jeans e maglione, senza trucco, e le sue amiche ovviamente poi le chiedono: hai dormito male? O al contrario, si trucca con impegno, e poi la sua amica AlterEgo, guru del make-up, la guarda con sorriso stirato e occhi a fessura e le dice:" Carina, sembri Hello Kitty!". Oppure  gongola come una deficiente quando il tizio del negozio di animali le dice: Buongiorno, SIGNORINA! O si bea dei complimenti dei trentenni, chè a quanto pare tra le nuove leve la donna agèe fa strage di cuori. Cose così, insomma, ordinaria idiozia!
Comunque, caso vuole che all'indomani del suo compleanno Malefica attenda a un corso sul ringiovanimento facciale. Per tirarsi un po' su si è messa in grandissimo spolvero: stivali col tacco, cappottino nero, collo di (eco)volpe. E mentre il chirurgo plastico brasiliano illustra minuziosamente su autopsie i vari processi di invecchiamento dei cuscinetti adiposi del volto ( ovviamente precisando che il cadavere di 20 anni e quello di 70 NON sono la stessa persona 🤓), lei si tasta con discrezione il viso alla ricerca dei segni del cedimento strutturale, e si trattiene dall' offrirsi  come cavia per la prova pratica.
Intanto lui parla e la sua angoscia cresce, così a un certo punto evade dal corso, e va a infilarsi dal primo parrucchiere che trova, e dopo si sente un po' meglio, ma giusto un  po'😀.
Però si consola pensando che il suo corpo invecchia, il suo spirito no. Perché quando MrFRank per il compleanno le ha regalato i pennarelli che da tempo cercava, le fantastiche Chameleon Pens, ha fatto i salti sul letto dalla gioia, e ora non vede l'ora di provarli!
Buona domenica.

mercoledì 9 novembre 2016

Happy Birthday

There's a place for us,
Somewhere a place for us.
Peace and quiet and open air
Wait for us
Somewhere.
There's a time for us,
Some day a time for us,
Time together with time to spare,
Time to learn, time to care,
Some day!
Somewhere.
We'll find a new way of living,
We'll find a way of forgiving
Somewhere.
There's a place for us,
A time and place for us.
Hold my hand and we're halfway there.
Hold my hand and I'll take you there
Somehow,
Some day,
Somewhere!
Buon Compleanno, Malefica.
Tanti auguri a me.

domenica 6 novembre 2016

Come back

Come tutte le volte che parte, al ritorno Malefica ha sempre la testa piena di cose. Piena di pensieri, di idee, di emozioni, di riflessioni e, dunque, di cose che DEVE scrivere. E stavolta di roba ce n'è, da sistemare, organizzare, raccontare. E si prenderà tutto il tempo stanotte o domattina. Intanto si sente come quando si supera un esame all'università, testa vuota, grande sollievo, enorme stanchezza. E pregusta la serata di stasera, tutti e quattro a coccolarsi sul divano. E nella carrozza business è praticamente sola, quindi si sbraca, toglie le scarpe, allunga i piedi sul sedile di fronte, ascolta Janis Joplin e si rilassa un po'. E rilegge i post di Zerocalcare, che è uno che di viaggi in treno se ne intende, e si immedesima talmente tanto non riesce a smettere a ridere neanche per un secondo.


sabato 5 novembre 2016

Gluten free

Malefica continua a seguire la dieta gluten free...senza molta convinzione ma abbastanza ligia. Tanto che prima di partire per il congresso comunica agli organizzatori questa sua esigenza. Poi arriva alla cena dei relatori, e decide di trasgredire, ma mentre allunga una mano sui frittini, il maitre di sala la arpiona  per un braccio e le dice:"Dottoressa Malefica, non si preoccupi, ci siamo organizzati per lei, ora le porto qualcosa".
Lei abbozza un sorriso tirato e molla la presa dal cartoccio, però tutto sommato deve ammettere che l'alternativa che le propongono non è così malaccio. Il dramma si profila al momento del dessert, quando iniziano a servire i tortini al cioccolato, e in mezzo ai piatti tenuti alti dai camerieri intravede una pera al vino che si dirige minacciosamente verso di lei.
Ma mentre si maledice in cuor suo per la propria coglionaggine, la mano che regge il piatto con la pera vira improvvisamente verso il tavolo alla sua sinistra, e alle sue spalle si materializza il maitre col suo tortino fumante rigorosamente senza glutine. E lei è talmente sollevata, quasi commossa, che se potesse gli salterebbe al collo e gli darebbe un bacio a stampo sulla bocca, di quelli lunghi, lunghissimi, sì!

Di whatsapp e di altre amenità #5

Vademecum di buona creanza per i pazienti:
- Non è indispensabile fare una doccia prima della visita. Sarebbe auspicabile però cambiare almeno le mutande
- Per le signore: la dottoressa è etero convinta, il vostro tanga leopardato non le fa nessun effetto. Cotonella o Sloggi bianche o nere possono andare, purchè pulite (vedi punto sopra)
- Non otterrete uno sconto sulla visita ostentando calzini bucati
- L'uso del deodorante non crea impedimenti alla visita
- Se non fosse esistita la possibilità di dover attendere, non avrebbero inventato le sale d'attesa
- Se sono in ritardo sugli appuntamenti, fate uno sforzo d'immaginazione e pensate che FORSE sto lavorando. Non sto giocando a burraco col paziente prima di voi, nè scattandomi selfie da mandare a MrFrank.
- Mi avete mandato un messaggio, risponderò appena ne avrò la possibilità. Continuare a scrivermi per chiedermi se l'ho letto, non aumenterà le possibilità di risposta.
- No, non si possono emettere certificati falsi che attestino che vostro figlio di 16 anni è allergico al latte, perché così a scuola non gli mettono il formaggio sulla pasta. Emettere certificati falsi è un reato perseguibile, ma tanto a voi che ve frega!

Tratto da una storia rigorosamente vera. Buon sabato a tutti!

venerdì 4 novembre 2016

Granny

Martedì sono partita da giù, non sono riuscita a venirti a salutare. Ho pensato, magari per Natale vado insieme a Mr Frank e a Principessa, tanto lo so che avresti capito. Non sono riuscita ad esserci neanche al tuo funerale; per quello che conta, se conta, devi sapere che non me lo perdonerò mai, anche se so che non avrei potuto fare diversamente.
Però ieri notte Mr Frank non c'era, e io dormivo con le bimbe nel lettone. E ti ho sognato, sognavo che rispondevo al telefono ed eri tu, che mi chiedevi: "come stai?".
Fuori pioveva come se non dovesse mai smettere, e non lo so sai, nonna, sarà stato anche quello, ma mi sono svegliata all'improvviso, con le lacrime agli occhi e un freddo assurdo dentro al cuore. E quel freddo, quella tristezza infinita mi hanno accompagnato per tutta la giornata. 
Lo sai, dopo che sei andata via, per mesi non ho fatto altro  che guardare un video in cui giocavi  a carte con le bambine. E non era tanto per le immagini,  ma per potere riascoltare la tua voce. E nel sogno la tua voce era la stessa di sempre, nitida. E a ripensarci durante la giornata, non riuscivo a fare a meno di tirar giù due lacrimoni.  Me lo chiedo sempre sai, dove sei adesso. Io che sono credente, ma in fondo anche no, e nonostante il lavoro che faccio non mi abituo mai alle sofferenze, ai distacchi, anzi. E mi sembra ancora così strano che tu, che nella mia vita ci sei sempre stata, improvvisamente non sia piú da nessuna parte. Quando sei morta, Principessa ha chiesto poco o nulla, come al solito ha abbozzato. Però poi in classe hanno descritto la casa dei nonni, e tra tutte le stanze ha omesso la tua, e quando le ho chiesto spiegazioni, mi ha detto solo: "mamma, non mi va".
Piccola Peste invece ti ha cercato per mesi. Le abbiamo detto che eri partita,  e per tantissimo tempo ha insistito perché ti venissimo a prendere. Poi mamma le ha detto che eri diventata un angelo.
E qualche settimana fa, mentre eravamo in macchina e ti pensavo col solito magone che mi prende ogni volta, Piccola Peste, senza che ti avessi minimamente nominato, mi ha dettto:" Mamma, sai, mi ha detto nonna M. che nonna Tata adesso è un angelo, e vive la sua vita in mezzo agli angeli ed è tornata bambina".
Mi piacerebbe pensare che fosse un segno, io che a queste cose ci credo così poco. Ma è stato comunque dolce, pensarti un po ' così,   come una bambina spensierata, che gioca tra le nuvole. E io non lo so se veramente mi vedi, ci vedi, come qualcuno ci vuol far  credere. Ma so che io vedo te, sempre, in fondo al mio cuore, e questo, ogni tanto, può anche bastare.