sabato 19 novembre 2016
Malefica's friends
giovedì 17 novembre 2016
Usefulness
Mercoledì 16/11. Interno dello studio di Malefica.
Quando arriva la dottoressa, cioè lei, la sala d'attesa è già piena di pazienti.
I primi sono i signori R., anziani, molto facoltosi. Lui sugli ottanta, affascinante come gli uomini di un tempo, le fa davanti a sua moglie la solita corte discreta e affettuosa: "quanto sei bella dottoressa, non riesco a smettere di guardarti, avessi avuto trent'anni di meno ti avrei fatto una corte spietata".
Poi uno dopo l'altro, fino a sera.
La signora C. è venuta a togliere i punti, il referto è negativo, lei ha una storia fantastica, ha sposato il suo grande amore, conosciuto su una chat.
La signora B. invece è dolcissima, maestra, madre di tre figli, pazienza infinita e punturine per tirarsi un po' su. Guardano insieme le foto di un anno fa, constatano i progressi, ma lei ha sempre lo sguardo triste.
Poi arriva M. M. ha vent'anni e un mare di ricci rosso fuoco. È paziente di Malefica da quando era una bambina, otto o nove anni, non di più. È uno spettacolo, lo è sempre stata, Malefica l'ha vista crescere e mai una volta ha notato in lei gli scazzi dell'adolescenza. È forte, decisa, posata, diretta, ottimista. Adesso però ha un'ombra negli occhi. "Dottoressa, ho un tumore alla tiroide, mi operano la settimana prossima". Malefica guarda M. che mantiene il suo sguardo sereno, poi guarda sua madre, che ha gli occhi bassi, smarriti. Parlano un po', Malefica le spiega che se proprio uno deve avere un tumore, quello della tiroide è uno dei più scemi. Sa che questa è una magra consolazione, ma in questi casi tutte le parole servono. Poi, per pura coincidenza, in sala d'attesa arriva D., venticinque anni. Ha fatto lo stesso intervento circa 10 anni fa. Malefica le chiede il permesso, e le presenta M. Le ragazze rimangono lì a chiacchierare, a spiegarsi, a fare domande e ricevere risposte.
Lei si toglie il camice, infila il cappotto, e lentamente ritorna verso casa.
martedì 15 novembre 2016
Miseria e nobiltà
Malefica era specializzanda, avrà avuto 25 o 26 anni, quando a un congresso prese un cappuccino col professor Ackermann. Lui era un grandissimo dermatopatologo, una leggenda vivente, teneva lezioni magistrali da standing ovation. E a quel congresso prendeva il cappuccino con lei, la sfotteva un po' in maniera goliardica, assolutamente friendly.
Come capita sempre nei congressi all'estero, il clima era rilassato, disteso, gli animi disposti al confronto, alla collaborazione.
L'esperienza di Malefica in "casa" era completamente diversa. Era fatta di baroni che si accapigliavano sul nulla per avere l'ultima parola, che si screditavano a vicenda, si sparlavano quando ne avevano l'occasione.
Di professori che ti portavano ai congressi per avere il codazzo di gnocche e potersi vantare coi colleghi. Che facevano il gioco delle tre carte per piazzare i propri figli ai posti strategici. Che ti chiedevano di chiamarli a una certa ora per comunicazioni urgentissime e poi scoprivi che erano a un aperitivo con gli amici, e ti rispondevano facendo gli splendidi.
Di mani allungate ad accarezzarti la schiena, e tu che ti irrigidivi e rimanevi zitta e immobile ostentando indifferenza.
Ma esistevano anche i Signori, quelli veri. Esisteva l' Ordinario di Cattedra, il prof C., brutto, schivo e onesto come pochi, e per questo inviso a molti. Quello che prendeva nota del giorno che iniziavi a frequentare, e di come lavoravi, e in base a quello decideva l'ordine di ingresso alla scuola di specializzazione. Quello che la fece entrare appena dopo la laurea anche se era una figlia di nessuno, perché lei si era fatta un culo così.
L'anno del concorso di Malefica fu l'ultimo anno di permanenza del prof C. Poi lui tornò in Sardegna, e arrivò il Barone da Chieti. E a lei disse bene, anzi benissimo, di essere già entrata. Perché il Barone si portò dietro tutto il suo codazzo, figli e figliastri per diverse generazioni a venire, e ostruì la strada a tutti i suoi colleghi che erano rimasti indietro. Perché è così che andavano le cose in Italia quindici anni fa, ed è così che, ahimè, purtroppo vanno ancora.
domenica 13 novembre 2016
Quant'è bella giovinezza...
Chi vuol esser lieto, sia:
Di doman non c'è certezza".
Lorenzo de' Medici, detto ( non a caso!n.d.E) Il Magnifico.
Domenica mattina, ancora a letto. Tre bambine che girano per casa più o meno silenziosamente. Potrebbe essere il momento giusto per scrivere un po'. Sono giorni che Malefica non riesce, anche se ne sente forte l' esigenza, forse perché ha così tanto da voler scrivere che non sa da che parte cominciare. Allora, tanto per rompere il ghiaccio comincia così, dicendo da da qualche giorno ha compiuto i suoi 44 anni ed è entrata nel suo 45esimo anno di vita. E nonostante i suoi dogmi, la sua ferrea convinzione che la giovinezza non sia tutto nella vita, in realtà è un periodo che sente prepotente l'avanzare degli anni, e quindi si aggrappa a tutto, ma proprio a tutto per arrestarlo. Per esempio, va in giro in jeans e maglione, senza trucco, e le sue amiche ovviamente poi le chiedono: hai dormito male? O al contrario, si trucca con impegno, e poi la sua amica AlterEgo, guru del make-up, la guarda con sorriso stirato e occhi a fessura e le dice:" Carina, sembri Hello Kitty!". Oppure gongola come una deficiente quando il tizio del negozio di animali le dice: Buongiorno, SIGNORINA! O si bea dei complimenti dei trentenni, chè a quanto pare tra le nuove leve la donna agèe fa strage di cuori. Cose così, insomma, ordinaria idiozia!
Comunque, caso vuole che all'indomani del suo compleanno Malefica attenda a un corso sul ringiovanimento facciale. Per tirarsi un po' su si è messa in grandissimo spolvero: stivali col tacco, cappottino nero, collo di (eco)volpe. E mentre il chirurgo plastico brasiliano illustra minuziosamente su autopsie i vari processi di invecchiamento dei cuscinetti adiposi del volto ( ovviamente precisando che il cadavere di 20 anni e quello di 70 NON sono la stessa persona 🤓), lei si tasta con discrezione il viso alla ricerca dei segni del cedimento strutturale, e si trattiene dall' offrirsi come cavia per la prova pratica.
Intanto lui parla e la sua angoscia cresce, così a un certo punto evade dal corso, e va a infilarsi dal primo parrucchiere che trova, e dopo si sente un po' meglio, ma giusto un po'😀.
Però si consola pensando che il suo corpo invecchia, il suo spirito no. Perché quando MrFRank per il compleanno le ha regalato i pennarelli che da tempo cercava, le fantastiche Chameleon Pens, ha fatto i salti sul letto dalla gioia, e ora non vede l'ora di provarli!
Buona domenica.
mercoledì 9 novembre 2016
Happy Birthday
Somewhere a place for us.
Peace and quiet and open air
Wait for us
Somewhere.
Some day a time for us,
Time together with time to spare,
Time to learn, time to care,
Some day!
We'll find a new way of living,
We'll find a way of forgiving
Somewhere.
A time and place for us.
Hold my hand and we're halfway there.
Hold my hand and I'll take you there
Somehow,
Some day,
Somewhere!
Tanti auguri a me.
domenica 6 novembre 2016
Come back
sabato 5 novembre 2016
Gluten free
Lei abbozza un sorriso tirato e molla la presa dal cartoccio, però tutto sommato deve ammettere che l'alternativa che le propongono non è così malaccio. Il dramma si profila al momento del dessert, quando iniziano a servire i tortini al cioccolato, e in mezzo ai piatti tenuti alti dai camerieri intravede una pera al vino che si dirige minacciosamente verso di lei.
Ma mentre si maledice in cuor suo per la propria coglionaggine, la mano che regge il piatto con la pera vira improvvisamente verso il tavolo alla sua sinistra, e alle sue spalle si materializza il maitre col suo tortino fumante rigorosamente senza glutine. E lei è talmente sollevata, quasi commossa, che se potesse gli salterebbe al collo e gli darebbe un bacio a stampo sulla bocca, di quelli lunghi, lunghissimi, sì!
Di whatsapp e di altre amenità #5
Vademecum di buona creanza per i pazienti:
- Non è indispensabile fare una doccia prima della visita. Sarebbe auspicabile però cambiare almeno le mutande
- Per le signore: la dottoressa è etero convinta, il vostro tanga leopardato non le fa nessun effetto. Cotonella o Sloggi bianche o nere possono andare, purchè pulite (vedi punto sopra)
- Non otterrete uno sconto sulla visita ostentando calzini bucati
- L'uso del deodorante non crea impedimenti alla visita
- Se non fosse esistita la possibilità di dover attendere, non avrebbero inventato le sale d'attesa
- Se sono in ritardo sugli appuntamenti, fate uno sforzo d'immaginazione e pensate che FORSE sto lavorando. Non sto giocando a burraco col paziente prima di voi, nè scattandomi selfie da mandare a MrFrank.
- Mi avete mandato un messaggio, risponderò appena ne avrò la possibilità. Continuare a scrivermi per chiedermi se l'ho letto, non aumenterà le possibilità di risposta.
- No, non si possono emettere certificati falsi che attestino che vostro figlio di 16 anni è allergico al latte, perché così a scuola non gli mettono il formaggio sulla pasta. Emettere certificati falsi è un reato perseguibile, ma tanto a voi che ve frega!
Tratto da una storia rigorosamente vera. Buon sabato a tutti!



