Antefatto: All'età di 11 anni Malefica era in gita con sua madre, quando una zingara su un treno, leggendole la mano, le predisse che sarebbe morta giovane. Ora Maelfica non sa se è per quello, o se è perchè l'altr'anno è stato carico di eventi infausti, ma è un periodo che ha la sensazione netta di non avere abbastanza tempo, di doversi sbrigare a far le cose.
Malefica è un po' che ha la fissa dell'ordine. Certo da fuori nessuno lo direbbe, visto il casino perenne che anima gli ambienti entro cui si muove. Però ha la mania di fare spazio, di ripulire, di riordinare, forse perché ha la sensazione che riordinando il fuori, possa fare anche un po' luce dentro di sè. E quindi all'uopo ha letto mucchi di libri sul feng shui, sullo space clearing, sul decluttering, senza riuscire a cavarne un benemerito ragno dal buco. Parlando con un amico, Malefica gli diceva che se guarda alla sua vita, lei la immagina come una grande, enorme credenza, piena di ninnoli, di soprammobili, bomboniere. Per un po' di tempo ci è passata davanti, l'ha lasciata chiusa, ci ha infilato roba a casaccio. Poi un giorno si è fermata, e l'ha vista lì, tutta in disordine, con gli oggetti dentro coperti di polvere.
Un'altra fissa di Malefica è, se non si fosse capito, scrivere. E per anni si è agitata all'idea di cosa scrivere, di avere un soggetto, un'intuizione, qualcosa che la stimolasse ad attivarsi.
Poi l'anno scorso, Malefica si è imbattuta in un libro. Si intitola "Big Magic", un libro sualla crratività, di Elizabeth Gilbert che per inciso è l'autrice di "Mangia, prega, ama". Malefica non ha letto quest'ultimo libro, e si è addormentata alle prime scene del film, quindi che la trama parli di una donna alla ricerca di sè stessa, è una mera coincidenza. Ha letto, invece, a spizzichi e mozzichi "Big Magic".Che, secondo Malefica, è una discreta boiata, ma che in sostanza dice questo: "Se senti di fare una cosa, falla. Non preoccuparti della sua utilità, del messaggio che vuoi lanciare, dell'effetto che farà. Se ti fa star bene, falla e basta." E quest'affermazione, abbastanza lapalissiana in verità, ha acceso una lampada nel cervellino di Malefica. E così ha iniziato a scrivere, in ordine sparso, di quello che in quel momento le stava a cuore. E nel frattempo, riordinando un cassetto, ha tirato fuori vecchi diari ed è rimasta folgorata.
Così, per conoscenza, ne trascrive alcuni stralci, datati 16/1/05.
"Il filo di inchiostro è un filo che unisce i pezzi della nostra esistenza. I ricordi che affiorano sparsi, rinascerebbero dal loro oblio se qualcuno si premurasse di fissarli sulla carta?
Il bisogno di scrivere, scrivere per comunicare e per liberarsi, per mettere ORDINE tra pensieri affastellati, per comunicare, esprimere un'emozione.
Scrivere nei momenti di pausa, nel silenzio, o tra la gente. Scrivere per ritrovarsi...
Vorrei riuscire a fermare i pezzetti della mia vita, riuscire a fissarli, per ricordarli quando sarò vecchia, se mai lo sarò...
E il pensiero, la mia principale angoscia di questi giorni è di non riuscire a fare in tempo".
Quindi, evidentemente, la chiave è quella, e questo senso di precarietà non è cosa nuova, lo avverte da sempre.
Da quando scrive qui, si sente come se avesse aperto la credenza e tirato fuori tutto. E pian pianino, uno per volta, stesse spolverando i ninnoli più belli, gettando quelli inutili, rimettendo tutto in bell'ordine. E, non c'è che dire, è una bella, bellissima sensazione.
PS: in quel diario, c'era trascritto anche il peso di 10 anni fa. Stendiamo un velo pietoso, meglio.
