lunedì 29 agosto 2016

Background - 7/8/2016

E fu così che la sciura Malefica dopo un anno lavorativo ed emotivo sufficientemente confuso, approdò finalmente sulle coste pugliesi, là dove da anni ormai risiedeva il suo posto del cuore. Nella piccola casetta imbiancata a calce, con la vite selvatica a far da pergolato e due enormi fichi grandi come baobab, vestita del minimo indispensabile, e con i capelli da Gorgone lasciati completamente a sé, Malefica ogni volta rinasceva, ritrovava sé stessa, e se ne ripartiva ogni anno con tanti progetti e buoni propositi, da far naufragare con metodo una volta rientrata nella big metropoly.
Eppure.
Eppure ogni anno era diverso, e quest’ anno, lei lo sentiva, in particolare. Erano successe tante cose, tanti piccoli e grandi cambiamenti, che avevano contribuito a modificare pesantemente l’assetto comodo che aveva dato alla sua vita ormai da tanti anni.
E dopo anni passati ad abbozzare, a compiacere, ad assecondare, Malefica sentiva che era giunto il momento di riprendersi ciò che da sola si era sottratta, si era negata, nell’idea di adeguarsi a un modello ideale, che, adesso lo sapeva, esisteva solo nel suo stesso immaginario.
Di come avrebbe fatto, degli strumenti che avrebbe usato per riuscire nel suo intento, Malefica non aveva la minima idea.
Ma dopo un periodo di incartamento, di blocco mentale assoluto, qui, finalmente, coi capelli ancora umidi dal bagno delle 6, avvolta nel suo liso accappatoio azzurro, le idee iniziarono a prendere forma, consistenza, il fiume di pensieri e di parole che da mesi le si riversava nella testa si gonfiò, ruppe gli argini, chiese prepotente la sua via d’uscita.
E allora lei, con un sorriso lieve sul viso, decise che era ora di assecondare quest’istinto, questa richiesta. Prese il suo pc, e si sedette, aspettando l’ennesimo blocco, l’ennesimo tentativo fallito, che la faceva rialzare ogni volta più frustrata, più rabbiosa.

E invece, come per magia, accadde il miracolo, e le mani dopo tanto tempo, ricominciarono a viaggiare lievi sulla tastiera. E fu istinto, fu emozione e batticuore, e lei lo sapeva perché si sentiva cosi: perchè in quel momento, in quel preciso istante, lei finalmente rinasceva.

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