venerdì 4 novembre 2016

Granny

Martedì sono partita da giù, non sono riuscita a venirti a salutare. Ho pensato, magari per Natale vado insieme a Mr Frank e a Principessa, tanto lo so che avresti capito. Non sono riuscita ad esserci neanche al tuo funerale; per quello che conta, se conta, devi sapere che non me lo perdonerò mai, anche se so che non avrei potuto fare diversamente.
Però ieri notte Mr Frank non c'era, e io dormivo con le bimbe nel lettone. E ti ho sognato, sognavo che rispondevo al telefono ed eri tu, che mi chiedevi: "come stai?".
Fuori pioveva come se non dovesse mai smettere, e non lo so sai, nonna, sarà stato anche quello, ma mi sono svegliata all'improvviso, con le lacrime agli occhi e un freddo assurdo dentro al cuore. E quel freddo, quella tristezza infinita mi hanno accompagnato per tutta la giornata. 
Lo sai, dopo che sei andata via, per mesi non ho fatto altro  che guardare un video in cui giocavi  a carte con le bambine. E non era tanto per le immagini,  ma per potere riascoltare la tua voce. E nel sogno la tua voce era la stessa di sempre, nitida. E a ripensarci durante la giornata, non riuscivo a fare a meno di tirar giù due lacrimoni.  Me lo chiedo sempre sai, dove sei adesso. Io che sono credente, ma in fondo anche no, e nonostante il lavoro che faccio non mi abituo mai alle sofferenze, ai distacchi, anzi. E mi sembra ancora così strano che tu, che nella mia vita ci sei sempre stata, improvvisamente non sia piú da nessuna parte. Quando sei morta, Principessa ha chiesto poco o nulla, come al solito ha abbozzato. Però poi in classe hanno descritto la casa dei nonni, e tra tutte le stanze ha omesso la tua, e quando le ho chiesto spiegazioni, mi ha detto solo: "mamma, non mi va".
Piccola Peste invece ti ha cercato per mesi. Le abbiamo detto che eri partita,  e per tantissimo tempo ha insistito perché ti venissimo a prendere. Poi mamma le ha detto che eri diventata un angelo.
E qualche settimana fa, mentre eravamo in macchina e ti pensavo col solito magone che mi prende ogni volta, Piccola Peste, senza che ti avessi minimamente nominato, mi ha dettto:" Mamma, sai, mi ha detto nonna M. che nonna Tata adesso è un angelo, e vive la sua vita in mezzo agli angeli ed è tornata bambina".
Mi piacerebbe pensare che fosse un segno, io che a queste cose ci credo così poco. Ma è stato comunque dolce, pensarti un po ' così,   come una bambina spensierata, che gioca tra le nuvole. E io non lo so se veramente mi vedi, ci vedi, come qualcuno ci vuol far  credere. Ma so che io vedo te, sempre, in fondo al mio cuore, e questo, ogni tanto, può anche bastare. 

2 commenti:

  1. Ciao, tutte le volte che rientro a casa spero di sentire la sua voce che mi chiama dalla stanza,ma purtroppo questo non succede più. Sento il suo profumo ed incontro di continuo la sua sagoma in giro per la casa. La vedo seduta sulla sua sedia a sonnecchiare davanti alla TV , china sul lavello alle prese con i piatti e soprattutto con la sua "testa dura" o in veranda dietro ad una montagna di verdura o alle zucche. Ogni volta che vado via è sempre lì, dietro ai vetri della cucina a salutarmi col suo sorriso dolce e rassicurante come a volermi dire che " tutto andrà bene". Non ho ancora trovato il coraggio di andare a farle visita, forse per paura di rendermi conto di quanto veramente è accaduto!!! Mi piace immaginarla a casa sua a sbrigare le faccende come era solita fare e a badare a noi bambini. Ciao nonna....f

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    1. Manca, mancherà sempre. Mi hai fatto piangere, fratellino.

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