venerdì 16 settembre 2016

September morn

Nell'immaginario romantico di Malefica, settembre è il mese di che la traghetta dall'estate verso l'autunno, in cui luminose giornate di sole caldo si alternano ai primi brividi di freddo e ti lasciano pregustare il clima da  Vecchia Romagna di ottobre.
Nella realtà, invece, a Roma settembre è quel mese infame in cui l'umidità si taglia a fette, i capelli di Malefica prendono vita come Gremlins al primo goccio d'acqua,  e se c'è un giorno in cui faranno 40 gradi, è sicura che avrà studio pieno di anziani e neonati e le toccherà lavorare col condizionatore spento.
A settembre Malefica cessa di sentirsi una meravigliosa creatura marina, e non è ancora nel mood della perfectly job/children/sport-oriented woman, per cui si sente un po'come un Robinson Crusoe che rientra nella civiltà e per giunta non ha  mai niente da mettersi (ehm!).
Insomma, con queste premesse Malefica stamane visto il clima tropicale faceva la conta scarpa chiusa/scarpa aperta, e alla fine non avendo grossi impegni optava per abito semi-informal e sandalo piatto.
Arrivava a scuola sudando sette camicie e, dopo il caffè di rito con gli amici, doveva andare a studio per vedere un paziente. Nel frattempo aveva iniziato a piovere da 10 min. I venti minuti del controllo sono il tempo giusto perchè all'uscita Malefica abbia la sensazione di trovarsi in pieno film "The Mission", con la piazza completamente allagata e l'acqua che dalla strada si riversa sui marciapiedi. Rimane un po' indecisa sul da farsi, poi prende coraggio, e col vestito tirato su a mo' di donzella dell'Ottocento, GUADA la strada con l'acqua letteralmente a metà coscia. Dopodiché, guadagnato l'accesso alla macchina, studia il percorso migliore per tornare a casa ( 500 mt in linea d'aria) senza restare impantanata. E dopo millemila giri tortuosi, alla fine ce la fa.
Eppure, non vive nella giungla. O sì?

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