Quando ti conosco, lo ammetto, prendo una cantonata, di quelle grosse. È che ti vedo lì, seduta davanti a me, così positiva, sorridente, serafica. Nel frattempo il tuo bambino è incontenibile, irruento, si arrampica ovunque, mette le mani dappertutto, tenta di infilarle nel contenitore degli aghi sporchi, per un pelo non rovescia il thermos con l'azoto liquido. Tu lo riprendi con dolcezza, senza molta convinzione, sembri più che altro divertita dalle sue monellerie.
Io tento di raccogliere la tua anamnesi, tengo la testa china sul foglio, tra me e me penso che sei troppo permissiva.
Poi ti chiedo: "quanti figli ha, signora?". "Adesso uno", mi rispondi.
La penna si blocca, sollevo lo sguardo, intercetto il tuo da dove è sparita ogni traccia di allegria.
Io e te diventeremo amiche, negli anni a venire. Sarai mamma ancora una volta. Vedrò il tuo bambino terribile diventare un ragazzo straordinario. E un po' per volta, mi racconterai la storia della tua bimba così piccina, delle sue battaglie vinte, della sua guerra persa. Ma avrai sempre quella luce dentro gli occhi, quel sorriso fermo, dolcissimo. E mi chiedo se qualcuno l'abbia mai visto realmente come stavi, se sia stato in grado di intuire la tua rabbia, il tuo dolore. E spero per te che sia stato così, che tu non fossi sola, che ci sia stato in quel momento accanto a te chi fosse in grado di darti forza, di consolarti, di sostenerti, di renderti il cammino meno faticoso, ammesso che sia possibile, ovviamente.
Io tento di raccogliere la tua anamnesi, tengo la testa china sul foglio, tra me e me penso che sei troppo permissiva.
Poi ti chiedo: "quanti figli ha, signora?". "Adesso uno", mi rispondi.
La penna si blocca, sollevo lo sguardo, intercetto il tuo da dove è sparita ogni traccia di allegria.
Io e te diventeremo amiche, negli anni a venire. Sarai mamma ancora una volta. Vedrò il tuo bambino terribile diventare un ragazzo straordinario. E un po' per volta, mi racconterai la storia della tua bimba così piccina, delle sue battaglie vinte, della sua guerra persa. Ma avrai sempre quella luce dentro gli occhi, quel sorriso fermo, dolcissimo. E mi chiedo se qualcuno l'abbia mai visto realmente come stavi, se sia stato in grado di intuire la tua rabbia, il tuo dolore. E spero per te che sia stato così, che tu non fossi sola, che ci sia stato in quel momento accanto a te chi fosse in grado di darti forza, di consolarti, di sostenerti, di renderti il cammino meno faticoso, ammesso che sia possibile, ovviamente.
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