giovedì 1 settembre 2016

Non-sense

Qualche settimana fa, c'era una persona, una donna, un persona cara. Per Malefica non era un'amica in senso stretto, non di quelle con cui spartisci sonno, ricordi, bevute. C'era sempre stato, però, tra loro due, un legame di stima, di rispetto reciproco, un'affinità istintiva che le circostanze esistenziali di entrambe non aveva permesso di coltivare più di tanto. Le loro vite poi, per certi versi, avevano percorso strade parallele: le prime gravidanze praticamente in contemporanea, due bambine coetanee, e una tappa più dolorosa, più difficile da raccontare.
L'altr'anno, infatti, praticamente nello stesso periodo, a entrambe era stato diagnosticato un tumore. Ed entrambe avevano intrapreso i loro percorsi terapeutici, più agevole e fortunato quello di Malefica, il suo, invece, molto più faticoso.
Si erano  riviste a ottobre, lei aveva avuto il desiderio della pasta e ceci di Malefica, a suo dire insuperabile. E così, si erano trovate un sabato a pranzo, al ritorno da una sua chemio, a mangiare pasta e ceci e rimpinzarsi di tiramisù. E lei era bellissima, combattiva come sempre, col suo sorriso incredibile dietro cui potevi solo intuire la sua grande, enorme fatica.
Qualche settimana fa, c'era questa persona, che ai primi di agosto già non c'era più. E al di là della rabbia, del dolore, del pensiero a quei bambini rimasti senza mamma, Malefica continua a ripetersi come un mantra: finché continua goditela, cerca di fare quello che ami, e di amare quello che fai. Altre risposte, per ora, non ne ha.

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