La scuola è ricominciata da poco, Malefica ha finalmente un po' di tempo per sè. Perché per difendere la sua concezione antiquata secondo la quale i bambini hanno bisogno di riposo, quest'anno si è immolata alla causa, ha evitato in ogni modo asili e centri estivi, e ha passato gli ultimi due mesi dedicandosi alle pupe, delegandole alla tata solo le ore indispensabili in cui era "costretta" a lavorare.
Comunque, finalmente lunedì scorso le bambine hanno ripreso la scuola, e ricomincia il mutuo soccorso tra mamme, per cui Malefica si offre volontaria per recuperare, oltre a Principessa, anche due sue amichette. Piccola Peste però attacca la lagna, si risente, perché sua sorella ha ben DUE amichette e lei invece no, e dal momento che quando ci si mette ti da in testa peggio di un martello pneumatico, Malefica l'indomani si accolla ANCHE una sua compagnetta.
Farò a questo punto un piccolo excursus sull'auto di Malefica, ossia una Panda seconda serie del 2003, di improbabile colore turchese, il cui bagagliaio è perennemente stipato di roba, dalla borsa da medico, a quella della palestra, a campioncini di creme di varia natura (che poi è uno degli aspetti divertenti del suo lavoro). Quindi, si può intuire facilmente come, già il giorno prima, farci entrare 4 bambine ognuna zainodotata non fosse impresa facile. Fortunamente però, mentre Malefica si lambicca il cervello pensando a come entrarci in sei, come una manna piovuta dal cielo si materializza il di lei consorte che la aiuta a raccattare le ragazze e le deposita davanti all'uscio di casa ognuna col suo bagaglio (e Malefica sente, sì, lo sente, che in quel momento ha avuto tutta la sua solidarietà).
Per cui Malefica si appresta a trascorrere un pomeriggio de fuego, pronta a sedare risse e ad asciugare lacrime, e invece no.
Invece le ore scorrono tranquille, le bimbe giocano serene, e, se si eccettua un placcaggio da rugbista per afferrare le due piccole che si sporgevano dalla finestra, nessuno si è fatto male, si è tagliato o è precipitato dal balcone. E Malefica ha lavorato un po', un po' ha traccheggiato col telefono, qualche giro sui social, insomma si è perfino un po'annoiata. E ha pensato che ormai è quasi fatta, veleggiano entrambe verso le prime forme di autonomia. E in questi momenti, se ripensa a quanto desidererebbe un terzo figlio, poi ci riflette un po' e si dice: naaaa!
sabato 17 settembre 2016
Children grow
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Ma sì!!!! Magari un maschietto!!!! Sì dai!!!!
RispondiEliminaGiuli...tiè!
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