Quando ha iniziato a scrivere qui, cioè poco più di una settimana fa, Malefica non ne aveva ben chiaro lo scopo. L'unica cosa che sentiva era questa urgenza, questo desiderio strabordante di scrivere, di scriversi. Perché scrivere è una cosa che lei ha sempre adorato, sin da bambina. Scriveva lettere alle amichette del mare, ai penpals inglesi, agli amici di università, ai fidanzati. Adorava e adora la carta da lettere, i quaderni e tutto ciò su cui si possa scrivere. Anche di recente, dall'ultimo viaggio, è rientrata con alcune delle sue menate, un bellissimo set di biglietti e buste e un utilissimo e indispensabile kit di pennini per calligrafia, che giacciono ovviamente nel cassetto della sua scrivania, insieme agli acquerelli e al corso di francese (ma sulle passioni incompiute di Malefica si stenda, per ora, un velo pietoso).
Si parlava dunque del senso di questo blog. È in realtà all'inizio l'idea era di tenerlo "segreto" e decidere poi col tempo con chi condividerlo. Ma chi conosce Malefica lo sa, lei non sa tenersi il cosiddetto cecio in bocca, e così nell'arco di due giorni lo ha spifferato praticamente a tutti, e adesso, fatti salvi i pazienti e il lavavetri all'angolo vicino al benzinaio, è praticamente di dominio pubblico.
E questa cosa, che inizialmente le metteva ansia, comincia invece ad avere risvolti piacevoli. Per esempio c'è chi le scrive per chiederle se le storie di cui si parla siano vere. E lei ovviamente risponde di sì, che sono vere e non sono romanzate nè enfatizzate, ma raccontate nel modo "di pancia" in cui le ha vissute, che poi è il suo modo di affrontare la via. C'è chi ha maliziato sulla figura di M. volendo a tutti i costi vederci un rapporto saffico ( e alla fine, chi può dirlo? ;-)).
Ma la cosa che più l'ha emozionata sono state le persone care. Le sue amiche che le scrivono delle loro emozioni. Quella, carissima, che la legge in metro nel suo rientro a casa. Immaginare suo padre, sua madre, suo marito, e tanti altri amici leggerla da un PC o dal cellulare, distanti chilometri eppure così vicini.
E, sarà perché nel suo correre da una parte all'altra di Italia occupandosi a tempo pieno di figlie e pazienti, lei spesso si sente un po' sola. Sarà perchè si scappa a destra e a manca e non si ha mai il tempo neanche di scambiarsi un saluto, una telefonata. Fatto sta che scrivere qui le scalda un po' il cuore, la riporta in comfort zone, le ricorda chi è, la fa sentire a casa.
E per adesso, va bene così.
Si parlava dunque del senso di questo blog. È in realtà all'inizio l'idea era di tenerlo "segreto" e decidere poi col tempo con chi condividerlo. Ma chi conosce Malefica lo sa, lei non sa tenersi il cosiddetto cecio in bocca, e così nell'arco di due giorni lo ha spifferato praticamente a tutti, e adesso, fatti salvi i pazienti e il lavavetri all'angolo vicino al benzinaio, è praticamente di dominio pubblico.
E questa cosa, che inizialmente le metteva ansia, comincia invece ad avere risvolti piacevoli. Per esempio c'è chi le scrive per chiederle se le storie di cui si parla siano vere. E lei ovviamente risponde di sì, che sono vere e non sono romanzate nè enfatizzate, ma raccontate nel modo "di pancia" in cui le ha vissute, che poi è il suo modo di affrontare la via. C'è chi ha maliziato sulla figura di M. volendo a tutti i costi vederci un rapporto saffico ( e alla fine, chi può dirlo? ;-)).
Ma la cosa che più l'ha emozionata sono state le persone care. Le sue amiche che le scrivono delle loro emozioni. Quella, carissima, che la legge in metro nel suo rientro a casa. Immaginare suo padre, sua madre, suo marito, e tanti altri amici leggerla da un PC o dal cellulare, distanti chilometri eppure così vicini.
E, sarà perché nel suo correre da una parte all'altra di Italia occupandosi a tempo pieno di figlie e pazienti, lei spesso si sente un po' sola. Sarà perchè si scappa a destra e a manca e non si ha mai il tempo neanche di scambiarsi un saluto, una telefonata. Fatto sta che scrivere qui le scalda un po' il cuore, la riporta in comfort zone, le ricorda chi è, la fa sentire a casa.
E per adesso, va bene così.
e di me?....ti sei dimenticata di.....me!!!!
RispondiEliminail perfetto sconosciuto medio italiano,che legge le tue "storie", pensando..."ma anch'io in un modo simile ho vissuto la stessa cosa o fatto la stessa scelta".magari nn sarò un dottore, magari sono un semplice operaio..oppure...chissà una persona conosciuta in un altro "mondo" o in un altra "vita".....ma ci sono anch'io.
ahh io uso il tablet
Ahah...chiunque tu sia e da qualsiasi "mondo" provenga,se si scrive su un blog è anche e soprattutto per condividere. Quindi sei il benvenuto qui, tu e i tuoi commenti.
RispondiEliminaAhah...chiunque tu sia e da qualsiasi "mondo" provenga,se si scrive su un blog è anche e soprattutto per condividere. Quindi sei il benvenuto qui, tu e i tuoi commenti.
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