Per una parte del mio lavoro, mi occupo di estetica. Poca roba, peeling, qualche rivitalizzante, il minimo indispensabile per accontentare le richieste delle mie pazienti, che hanno magari solo il desiderio di vedersi meglio, un po' più distese, un po' più luminose.
Da certa medicina estetica ho preso da sempre le distanze, per una serie di motivi.
In primis, sicuramente, ha avuto il suo peso il fatto che, inizialmente, avrei voluto essere un pediatra e non un dermatologo. Ma ai tempi pediatria era blindata e riservata ai soliti noti e così scelsi di diventare dermatologo pediatrico, decisione di cui non mi sono mai pentita.
Ma c' è un motivo più profondo per cui non amo le correzioni estetiche estreme, premesso che ognuno ha la sua storia, le sue motivazioni, ed è libero di gestire il proprio corpo come crede. La chirurgia plastica ha delle applicazioni bellissime nel campo, per esempio, della ricostruzione, riesce a ridare una buona qualità di vita a chi ha subito interventi demolitivi o gravi incidenti.
Così come non vedo nulla di male nel voler correggere un difetto che ci ossessiona, come un naso importante o un seno mal fatto, se ciò porterà a un rapporto migliore con l' immagine di noi stessi.
Quello con cui mi confronto tutti i giorni, però, è una tendenza allarmante, anche tra giovanissimi, a ricercare continuamente la perfezione fisica, a voler adeguarsi agli standard estetici, a voler conservare a tutti i costi un aspetto giovane, anche a costo di stravolgere la propria fisionomia. In molti giovani, la deviazione dai modelli comunemente accettati genera spesso ansia, frustrazione, depressione, fino all'isolamento sociale.
Per cui gran parte del lavoro che faccio coi miei pazienti è convincerli che NON hanno bisogno di cambiarsi i connotati per essere più belli, ma che piuttosto sarebbe meglio amarsi e valorizzarsi per quelli che si è.
Il nostro corpo, la nostra pelle, parlano di noi. Non c'è nulla di più bello, per me, di osservare un corpo, specie se anziano, e da lì intuire chi è o chi è stata quella persona. Se ha amato la vita all'aria aperta, lo sport, se ha avuto cura di sè, se ama o è stata amata. Se fuma o se ha fumato, se ha sofferto per malattie o interventi. Se ha un atteggiamento positivo, vitale, o invece chiuso, raccolto, rattrappito. Ogni ruga, ogni cicatrice, ogni segno in più raccontano la storia. E anche se trovo sacrosanto volersi vedere belli e giovani il più a lungo possibile, è bello anche che da fuori si veda, chi siamo, e che si sia orgogliosi della propria individualità.
Anche per me non è stato facile. Il corpo che ho ricevuto in dotazione è difficile, lento a rispondere, massiccio, con una fastidiosa tendenza a mettere su peso. Ho iniziato a vivere bene solo quando ho smesso di andargli contro, di voler essere a tutti i costi come non sono, a capire che può esserci armonia anche laddove le misure non sono standard. E negli anni ho imparato non solo ad accettarlo, ma anche ad amarlo per quello che è, per il modo in cui ancora mi segue e mi permette di fare ciò che voglio, il che, alla mia età, non è affatto scontato.
giovedì 8 settembre 2016
Physical
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Fondamentalmente (ma segretamente), amo profondamente il mio corpo il mio viso le mie espressioni e più di tutto il mio cervello. Sono una fanatica, questa la verità...tendo a voler la perfezione. Ma il desiderio di "essere" è superiore a quello di "apparire" (forma e sostanza), e forse(ma ne sono certa) se fossi perfetta fuori, nessuno si accorgerebbe della perfezione che ho dentro. E non è presunzione, solo consapevolezza.
RispondiEliminaFondamentalmente, e narcisisticamente, la penso come te
RispondiEliminaQuesto commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaE daje...ricordati della mela di Saffo! !😂😂
RispondiEliminaMira, non provare minimamente a ledere la mia fragile autostima!😂
EliminaQuesto commento è stato eliminato dall'autore.
Elimina