domenica 25 settembre 2016

Retreat!

Domenica mattina. Malefica ha un caffè sul comodino e nel letto gatti e umani in assortimento variabile. Si gode il silenzio della casa, e spera fortemente che duri giusto il tempo di poter scrivere un po', riempire l'agenda con gli impegni della settimana prossima, fare un giro sui siti di gossip informazione.
La scuola è ricominciata, la vita ha ripreso il suo ritmo invernale, Malefica adesso ha più tempo per sè, e deve decidere come impiegarlo al meglio.
Eppure in fondo fa la vita che fanno la maggior parte delle sue amiche: lavora, si occupa  delle figlie, della famiglia, della casa, con in più l'enorme privilegio di fare un lavoro che le piace e che le lascia tempo per sè, le da modo di viaggiare.
Però, ne parlava ieri con MrFrank, ha sempre questa sensazione di fuori posto, di incompiuto, di qualcosa che dovrebbe fare e che non fa.
Quando era più giovane, Malefica correva, correva sempre. Sin dai tempi dell'Università inseguiva  il tempo che non aveva per riuscire a guadagnarsi una laurea e una specializzazione prima, un lavoro e una posizione dopo. Anche durante gli anni dell'Ospedale, Malefica correva,  non aveva mai tempo. Appena finiva l'ambulatorio doveva scapicollarsi a studio e spesso, nei periodi caldi, faceva albe e nottate a preparare slides, a scrivere articoli, organizzare corsi.
Nei mesi immediatamente successivi alla chiusura dell'ambulatorio, Malefica ha viaggiato tanto, tantissimo, per piacere e per lavoro. E tra viaggi, compleanni delle figlie, congressi, non ha avuto il tempo di fermarsi un po'. E ora che è reduce da questa lunga estate di riflessioni, si chiede cosa sia meglio per lei, se godersi il tempo che non ha avuto finora, o cercarsi altro da fare.
E veramente, in questo momento non ne ha la più pallida idea.
Ma gironzolando sul web trova questo:
A volte devi indietreggiare di uno o due passi, riconsiderare, staccare per un mese. Non fare niente, non volere niente. La pace è fondamentale, il ritmo è fondamentale. Qualsiasi cosa tu voglia non l'avrai provandoci con troppa insistenza.
-Charles Bukowski -
Nonostante sembri più una frase di Osho, incredibilmente pare che l'abbia scritta proprio Bukowski. Così, Malefica per un momento si dice che se si è fermato Bukowski, non c'è niente di male se si ferma un po' anche lei, sempre che indietreggiare le serva dopo  a prendere meglio la rincorsa.
Nel frattempo tutti (ancora) dormono,  Malefica finisce di scrivere il post, poggia il cellulare sul comodino, allunga le gambe sotto la coperta, si riappisola un po'.

4 commenti:

  1. È una sensazione che forse conosciamo tutti..Non so.
    A me capita di averla quando sono sola con me stessa e non ho scadenze, impegni immediati, ecc (raramente quindi ). La mia impressione è che sia legata alla nostra incapacità di vivere in questa condizione :soli con noi stessi e i nostri pensieri e desideri piu profondi. evitiamo il "silenzio" come la peste. ..rischiamo di "sentirci"!

    RispondiElimina
  2. Sicuramente. O forse è anche che ci hanno troppo abituate a sudarci le cose,a spenderci per gli altri, e quando abbiamo un po'di tempo per noi stesse ci sentiamo in colpa come se lo sottraessimo ad altro.

    RispondiElimina
  3. vi invidio, parlate di "solitudine", di "rischiare" di sentiVI", ma lo sapete veramente cos'è la solitudine?
    nn ne avete la minima idea....la solitudine e inventarti le cose più assurde, pur di nn tornare a casa, aprire la porta di casa e sai già che troverai il silenzio che "urla". la solitudine è passare il giorno di natale da solo con i "tuoi" pensieri,sapendo che il telefono nn squillerà la solitudine è passare interi we in attesa che qualcuno "parli" con te in un mondo "strano".
    la solitudine è anche andare a letto con una sconosciuta di cui nn te ne frega niente, xche tanto anche lei è più sola di...te.
    la solitudine nn la "cerchi" tu...ma è lei che nn ti abbandona....mai!
    l'avessi io.....la vostra...solitudine

    RispondiElimina
  4. Volevo fare l'astronauta26 settembre 2016 alle ore 21:01

    La solitudine è anche passare giorni, settimane in cui gli unici contatti (e intendo proprio "toccare") con esseri viventi sono rappresentati dalle strette di mano di anonimi consulenti o colleghi di passaggio....

    RispondiElimina