Perché si inizia a tenere un blog? Non esiste una risposta univoca, ovviamente. La rete è piena di blog dalle intenzioni più disparate. Molti blog nascono a fini divulgativi, trattano tematiche precise (letteratura, viaggi, moda, fotografia, ad esempio), parlano delle passioni dei loro autori. Altri blog diventano una possibilità di business, soprattuto quello che trattano temi inerenti il web marketing, la comunicazione, l'era digitale.
Ma esiste una categoria di blog, che Malefica segue da tempo, in cui gli autori parlano, semplicemente, di sè. Spesso nascono durante passaggi critici della propria esistenza, la nascita di un figlio, una separazione, un trasferimento all'estero. E alcuni sono belli, bellissimi, e appena Malefica capirà come linkarli qui, lo farà.
Sta di fatto, che le frullava da un po' in testa l'idea di tenere un blog. Di avere uno spazio suo, riservato, diverso dalla pubblica piazza di FB, per poter esprimersi. Quando ha iniziato a scrivere, poi, ha deciso di condividerlo con le persone che le stavano più a cuore, quelle secondo lei maggiormente in grado di capirla. Perché lei allo scambio, alla condivisione, al sostegno reciproco, ci ha sempre creduto, ne ha fatto un modello di vita. Crede nel dirsi le cose, nel parlare ( pure troppo). Ma ha tanta, tantissima capacità di far aprire gli altri, e al contrario fa un'enorme fatica a far vedere le sue difficoltà. E per questo poi, agli occhi di chi guarda, nei suoi momenti no diventa una sfinge, completamente inavvicinabile. Malefica nella sua vita ha sempre camminato, a testa alta e a testa bassa, non si è mai fermata, ha avuto sempre ben chiara l'idea che se imbocchi una strada, poi la devi percorrere. Per tanti anni, è stata responsabile di un bellissimo ambulatorio in un grosso ospedale di Roma. E nonostante le difficoltà, il contratto ridicolo, i bocconi amari, quell'ambulatorio, portato avanti per 10 anni, è stato un pezzo importantissimo della sua vita. Ovviamente però, data la precarietà contrattuale, nel frattempo ha dovuto organizzarsi un'attività privata decente. E quando è diventata mamma, ha deciso che avrebbe fatto di tutto per essere una mamma presente, che non avrebbe delegato.
E quindi per anni ha organizzato il suo lavoro per non togliere nulla alle figlie, ha stabilito incastri mostruosi che le permettessero di tenere in piedi la baracca. Va da sè, che, cammina cammina, e pensa a questo e pensa a quello, a un certo punto le è venuto naturale non pensare più a sè.
Poi, per motivi amministrativi- burocratici difficili da spiegare, l'ambulatorio è stato chiuso. Le bambine nel frattempo erano più grandi.
E lei si trovò d'un tratto con tantissimo tempo che le avanzava. E si ricorda ancora di un giorno preciso, in cui era andata a fare shopping in un negozio per taglie forti. C'era un concorso fotografico, le scattarono delle foto. E lei si vide lì, e non si riconobbe in quella figura pesante, in quello sguardo spento dietro gli occhiali . E decise che forse, era il caso di fermarsi. Che tutto quel tempo che avanzava, non era superfluo, ma era, semplicemente, il suo. Da lì Malefica cominciò a cambiare, si mise a dieta, ricominciò a fare sport, e, soprattutto iniziò a non essere sempre accondiscendente, ad ascoltare sè stessa prima degli altri, a volte anche in maniera eccessiva, con modi aggressivi. E se di alcune cose si dispiace, di nulla si è pentita, perché tutto ha contribuito al cambiamento, perché lei non crede più che il percorso sia segnato, perché a quasi tutto si fa in tempo a rimediare, se veramente lo si vuole. E anche questo blog le serve a tracciare i passi della sua trasformazione. E quindi ben venga che lo legga chiunque, se leggere può servire a capire, a capirsi un po'di più.
Ma esiste una categoria di blog, che Malefica segue da tempo, in cui gli autori parlano, semplicemente, di sè. Spesso nascono durante passaggi critici della propria esistenza, la nascita di un figlio, una separazione, un trasferimento all'estero. E alcuni sono belli, bellissimi, e appena Malefica capirà come linkarli qui, lo farà.
Sta di fatto, che le frullava da un po' in testa l'idea di tenere un blog. Di avere uno spazio suo, riservato, diverso dalla pubblica piazza di FB, per poter esprimersi. Quando ha iniziato a scrivere, poi, ha deciso di condividerlo con le persone che le stavano più a cuore, quelle secondo lei maggiormente in grado di capirla. Perché lei allo scambio, alla condivisione, al sostegno reciproco, ci ha sempre creduto, ne ha fatto un modello di vita. Crede nel dirsi le cose, nel parlare ( pure troppo). Ma ha tanta, tantissima capacità di far aprire gli altri, e al contrario fa un'enorme fatica a far vedere le sue difficoltà. E per questo poi, agli occhi di chi guarda, nei suoi momenti no diventa una sfinge, completamente inavvicinabile. Malefica nella sua vita ha sempre camminato, a testa alta e a testa bassa, non si è mai fermata, ha avuto sempre ben chiara l'idea che se imbocchi una strada, poi la devi percorrere. Per tanti anni, è stata responsabile di un bellissimo ambulatorio in un grosso ospedale di Roma. E nonostante le difficoltà, il contratto ridicolo, i bocconi amari, quell'ambulatorio, portato avanti per 10 anni, è stato un pezzo importantissimo della sua vita. Ovviamente però, data la precarietà contrattuale, nel frattempo ha dovuto organizzarsi un'attività privata decente. E quando è diventata mamma, ha deciso che avrebbe fatto di tutto per essere una mamma presente, che non avrebbe delegato.
E quindi per anni ha organizzato il suo lavoro per non togliere nulla alle figlie, ha stabilito incastri mostruosi che le permettessero di tenere in piedi la baracca. Va da sè, che, cammina cammina, e pensa a questo e pensa a quello, a un certo punto le è venuto naturale non pensare più a sè.
Poi, per motivi amministrativi- burocratici difficili da spiegare, l'ambulatorio è stato chiuso. Le bambine nel frattempo erano più grandi.
E lei si trovò d'un tratto con tantissimo tempo che le avanzava. E si ricorda ancora di un giorno preciso, in cui era andata a fare shopping in un negozio per taglie forti. C'era un concorso fotografico, le scattarono delle foto. E lei si vide lì, e non si riconobbe in quella figura pesante, in quello sguardo spento dietro gli occhiali . E decise che forse, era il caso di fermarsi. Che tutto quel tempo che avanzava, non era superfluo, ma era, semplicemente, il suo. Da lì Malefica cominciò a cambiare, si mise a dieta, ricominciò a fare sport, e, soprattutto iniziò a non essere sempre accondiscendente, ad ascoltare sè stessa prima degli altri, a volte anche in maniera eccessiva, con modi aggressivi. E se di alcune cose si dispiace, di nulla si è pentita, perché tutto ha contribuito al cambiamento, perché lei non crede più che il percorso sia segnato, perché a quasi tutto si fa in tempo a rimediare, se veramente lo si vuole. E anche questo blog le serve a tracciare i passi della sua trasformazione. E quindi ben venga che lo legga chiunque, se leggere può servire a capire, a capirsi un po'di più.

xche si tiene un blog?
RispondiEliminaforse xche ad un certo punto della vita, si ha "ancora" qualcosa da dire e magari,e nn si ha il coraggio di dirlo apertamente, forse xche chi ti sta più vicino nn ti ascolta più come una volta ma ti sta "solo" a sentire ( sembra uguale ma è molto diverso )e questo bisogno di dire, di raccontarsi, tracima come un fiume in piena, trovando sfogo, appunto in un blog...ma questa è una mia idea molto soggettiva.
tutti noi nella vita abbiamo avuto alti e bassi,abbiamo avuto vittorie e sconfitte sia nel campo lavorativo, sia in quello affettivo(e ne so qualcosa, con un matrimonio finito alle spalle)e, come dice lei, anch'io nn mi sono mai fermato, ( anche xche con la municipale che t'insegue x sequestrarti i cd sarebbe stato un problema).
concludo dicendole di nn abbattersi se ha qualche kg in più xche come cantava concato...."ma non importa amore non cambiare mai hai fatto caso, che le magre sono tristi invece tu hai sempre voglia di cantare".
la saluto....ho un ....cliente.
Sior Mario, io a questa storia che le magre sono tristi non ci credo manco per niente. Siamo più tristi noi "curvy" quando dobbiamo metterci in costume, mi creda😂.
EliminaMa per tenere un blog bisogna saper scrivere. Un minimo... o anche no? Dunque, scrivere, blog o meno, aiuta a fare ordine dentro di sé ed è già qualcosa. Ma è un qualcosa che già esiste e viene fuori, un talento nascosto che viene allo scoperto. E se uno non lo ha? Sente di avere cose da dire, tante cose che si affollano e spingono per venire fuori ma quando escono l'effetto è come l'uscita dallo stadio. Una grande confusione e poco dopo solo spazzatura....
RispondiEliminaNon so bene cosa rispondere, sai. Credo che, tenendo conto che dall'altra parte esista la libertà di leggere o meno, dipenda molto dal senso che ha per chi lo scrive. Se l'intento è quello di mostrare al mondo il tuo talento, sono d'accordo con te, se non ce l'hai tiri fuori solo robaccia. Se ha una funzione più personale, non so, penso che esista la libertà di espressione laddove essa non leda quella altrui. Per quel che mi riguarda, non ho linkato il blog sui social, e, al di là delle facezie che si scrivono, ho informato della sua esistenza solo alcune persone a cui tenevo. E non avendo una funzione letteraria o commerciale, che sia spazzatura o meno quello che ne viene fuori, io non sono in grado di valutarlo, e neanche ci provo. So però che a mio marito, ai miei amici, ai miei genitori, fa piacere leggerlo, che è lo spunto per tante discussioni allegre o più serie. Non sarò mai l'autrice di un bestseller, ma a me piace tanto così.
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