Che quando ti hanno tirata fuori dalla pancia, l'ostetrica ti ha guardato e mi ha detto: "Signora, questa non gliele manderà a dire!"
Che poi ti hanno tenuto due settimane in ospedale, e tu eri talmente agitata che ti hanno dovuto cambiare quattro volte il braccialetto perché te lo strappavi, e alla fine hanno rinunciato e lo tenevano appeso all'incubatrice.
Che di quei giorni ricordo poco, pochissimo altro se non una stanchezza infinita e la sensazione di stare dentro un brutto sogno.
Che mi tiravo il latte da portarti, e con papà riempivamo interi scaffali del frigo dell'Ospedale, finché un giorno l'infermiera è uscita e ha chiesto: "è lei la mamma di Piccola Peste? Tutto quel latte avanza, può donarlo per gli altri bambini?"
Che quando la collega mi ha detto che ti facevano uscire in dimissione protetta non avevo neanche un cambio per te, ma per la paura irrazionale che potesse cambiare idea ti ho portata via subito avvolta dentro una copertina con indosso poco più che il pannolino.
Che poi sei arrivata a casa, e nessuno ti aveva mai tenuto in braccio, e così allattarti era un problema perché crollavi addormentata appena ti prendevo dalla culla.
Che quando ti svegliavi nella sdraietta spalancavi i tuoi enormi occhi scuri, e la tata mi sussurrava " Signora, si è svegliata e LA STA FISSANDO".
Che volevi fare tutto presto, ed eri così piccola che non facevi che inciampare, cadere, farti male, ed eri, e sei ancora, tutta un livido.
Che quando a Parigi beccammo un acquazzone al mercatino di Natale sugli Champs-Élysées e ti strattonavo per portarti via, mi sono girata e ti ho visto felice a faccia in su, con la lingua in fuori per bere la pioggia e mi sono incantata a guardarti.
Che sei lagnosa all'inverosimile, testarda come un mulo, curiosa come una scimmietta, ma anche adorabile, creativa, generosa, sensibile come pochi.
Che quando ti aspettavo, mi chiedevo se sarei stata in grado di amarti quanto amavo Principessa, se avrei fatto confronti da cui saresti uscita perdente.
E invece è stato subito chiaro che TU eri TU, diversa da tua sorella come il giorno dalla notte, ma perfettamente in grado, come lei, di rubarti per sempre un pezzo enorme del mio cuore.
domenica 2 ottobre 2016
Piccola Peste
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